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Social network: gli alleati del business

Social NetworkDa sempre accusati di essere fonte di distrazione per i lavoratori, nonchè una delle principali cause di perdita della produttività nelle aziende, i social network non sono oggi più così temuti dai manager italiani.

Lo rivela uno studio commissionato da Google alla Millward Brown, una delle più note società specializzate nelle ricerche di mercato a livello mondiale. Studio che ha coinvolto 2700 responsabili d’azienda provenienti dall’Italia, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Svezia e Gran Bretagna.

Il quadro dipinto dagli esperti di Millward Brown appare estremamente incoraggiante per il mondo dei social network, a cui viene oggi riconosciuto un importante contributo nella crescita del business.

E’ anche grazie a tali strumenti, spiega la ricerca, che le aziende sono potute crescere: l'80% del campione afferma che le "reti sociali" permettono di condividere in modo più semplice e veloce le informazioni (con conseguente diminuzione, ad esempio, dei volumi di posta elettronica da gestire internamente); il 66% dichiara di far uso di Facebook, LinkedIn e simili per far crescere la produttività; il 59% per meglio "fidelizzare" la clientela e per attività di vendita.

Sono i manager italiani e spagnoli ad aver manifestato il maggiore entusiasmo nei confronti dei social media: il 71% degli intervistati (l’83% in Italia) usa i social network almeno una volta la settimana, il 34% ha dichiarato di usare i social network pubblici (Facebook, Google+, LinkedIn, Twitter, etc.) almeno una volta al giorno. Solo il 49% dei dipendenti aziendali in ruoli junior (47% in Italia) li utilizza con la stessa frequenza.

Social network: il parere dei manager italiani

Se usati in modo sapiente ed oculato quindi, i social network aiutano ad affermarsi anche sul lavoro e non fanno perdere tempo prezioso. Il valore più interessante è forse quello che traccia l'identikit dei manager che usano gli strumenti social. Diversamente rispetto a quanto si potrebbe pensare, ben il 71% dei manager più attempati utilizzera quotidinamente i social media, molto di più rispetto ai giovani. "Esistono certamente ancora imprenditori che si fanno stampare la mail dalla segretaria, ma oggi anche costoro prima di andare a un meeting consultano il profilo LinkedIn del loro interlocutore", osserva Giuratrabocchetta, country manager di Google Italia.

A dispetto dell’iniziale reticenza a consentire l’utilizzo dei social network in azienda, il 75% dei manager senior intervistati ritiene che i social media siano destinati a modificare le strategie dell’azienda a supporto della crescita del business, dichiarando che, utilizzandoli, hanno già potuto ottenere miglioramenti in termini di produttività (76%), di collaborazione tra team geograficamente dispersi (79%) e di reperimento più rapido di informazioni, persone e competenze (72%).

Una percezione completamente nuova e positiva che riflette i mutamenti di una società ormai incentrata sulla produzione di beni immateriali (servizi, informazioni, simboli, valori, estetica, etc.).  Come ha fatto notare il sociologo Domenico De Masi "grazie ai social media, il perimetro dell’azienda coincide con l’area dell’intero pianeta, le pareti di ogni ufficio sono diventate trasparenti e porose, il mercato entra nell’azienda senza che i manager debbano uscire per cercarlo. Inoltre, i social media aumentano la possibilità e l’opportunità del telelavoro, che giova ai lavoratori, ai sindacati, all’impresa e alla città".

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