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Referral spam: facciamo chiarezza

Referrer Spam e visite di bassa qualità

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Purtroppo da qualche tempo è normale trovare nelle statistiche di Google Analytics visite “sospette” provenienti da siti che non sono inerenti con il nostro settore ne tantomeno di interesse per il nostro target.

Capita spesso infatti di trovare visite da siti come: “semalt”, “button-for-website” , “darodar”  e molti altri tutti accomunati da visitatori che non appena arrivano sul nostro sito se ne vanno alla velocità della luce lasciando parametri decisamente insoliti come:  frequenza di rimbalzo del 100%, un rapporto di pagine/sessione di 1,00 ed un tempo di permanenza di 0 secondi!.  

Questo si verifica quando, ad effettuare la visita, non è un utente  che magari arriva per sbaglio sul nostro sito e ne esce immediatamente in quanto egli impiegherebbe comunque alcuni secondi.                
A compiere questa azione infatti, è un robot che ha come unico scopo far apparire un determinato indirizzo nei vostri risultati referral.

Traffico Referral Spam, cos’è e che scopo ha?

I robot che veicolano il traffico referral sono dei crawler cioè programmi ideati per la scansione delle pagine web. Un’esempio è il googlebot, il software utilizzato da Google per analizzare il contenuto dei nostri siti. Quando uno di questi robot spam visitano il nostro sito, la navigazione viene falsata modificando l’user-agent, cioè il parametro che identifica il tipo di visitatore nel momento in cui avviene il caricamento della pagina. 

In pratica viene fatto credere al sito che la visita provenga da un utente reale mentre la navigazione è effettuata da un robot.

Il primo ad utilizzare questo tipo di tecnica fu “semalt.com”, un sito che offre servizi  SEO e che grazie a questo “trucchetto” andò a sporcare le statistiche su Google Analytics di migliaia di siti.
Di ritorno, ottenne moltissime visite di qualità da parte dei webmaster, che incuriositi dai numerosi accessi ai loro siti andavano a visitare il sito in questione.


Referral-Spam

Ora che è più chiaro cosa sono e da dove provengono i referral spam, possiamo compredere gli scopi di chi li utilizza.
Essi vengono creati dai gestori dei siti per aumentare le visite di qualità e di conseguenza pubblicizzare i proprio servizi o prodotti. In altri casi, meno frequenti, vengono utilizzati da malintenzionati per indirizzare il webmaster verso pagine contenenti virus o programmi nocivi.

Come e perchè bloccare i referral spam

 Ad oggi i siti che adottano questo strumento sono cresciuti a dismisura arrivando a portare centinaia, se non migliaia di visite mensili nei siti di tutto il mondo. Questo compromette la veridicità dei dati che andiamo a monitorare su Google Analytics per diversi motivi: 

  • Complicano la lettura dei dati, andando a modificare il ritorno reale degli interventi effettuati.
  • Influenzano negativamente i fattori che indicano la qualità delle visite ricevute.

L’unico metodo per risolvere il problema ed evitare di ricevere visitatori fantasma, consiste nel fornire al server su cui è ospitato il sito,una lista di indirizzi “ip” da bloccare così da impedire l’accesso ai robot provenienti da siti spam. Nella pratica è necessario effettuare un intervento di programmazione.

 

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