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Google traccia gli utenti Apple tramite Safari

 

Violata la privacy di Safari: Google rischia una multa da milioni di dollari

 

Google traccia gli utenti Apple tramite Safari

Ennesimo scandalo privacy per Google. Il più grande motore di ricerca su internet del mondo è stato accusato di schivare le impostazioni di privacy di Safari. Dopo l’accusa di storici di pagina memorizzati e password di segnali Wi-Fi intercettati dai veicoli utilizzati per il programma Street View, ora tocca a Safari, il browser Web più utilizzato dai dispositivi Iphone e Ipad.

Lo scandalo, esploso dopo una causa intentata da un uomo dell’Illinois, è stato pubblicato sul Wall Street Journal. Secondo un rapporto pubblicato dal noto quotidiano, Google si sarebbe servita di un exploit presente nel codice di Safari per forzare il browser a salvare un cookie “passivo” attraverso siti terzi con cui gli utenti non interagiscono in maniera diretta, ignorando le restrizioni sulla privacy del browser.

Un sotterfugio che non ha coinvolto solo Google ma altre società attive nell’advertising (Vibrant Media, Media Innovation Group e PointRoll), risultate attive nella pratica di “cookie selvaggio” a mezzo Safari al fine di monitorare le abitudini degli utenti sul web, nonostante il browser web Safari di Apple blocchi tali comportamenti, consentendoli solo su siti Web che l’utente visita spesso.

Secondo il Wall Street Journal il cookie di tracciamento installato da Google per monitorare i movimenti degli utenti sul web al fine di mostrare gli annunci pubblicitari più adatti sarebbe presente in 22 siti web su 100 (da computer) e in 23 su 100 in caso di utilizzo di Safari per iPhone.

Una pratica che Google ammette candidamente pur respingendo le accuse di violazione della privacy mosse dal Wall Street Journal e dichiarandosi innocente. “Abbiamo usato una nota caratteristica di Safari per fornire funzionalità che gli utenti loggati in Google avevano abilitate. È importante riaffermare che questi cookie pubblicitari non raccolgono informazioni personali". Bypassare le impostazioni della privacy di milioni di utenti di Safari e servirsi di un sotterfugio per piazzare un cookie tracciante contro la volontà dell'utente, sarebbe insomma per Google un modo per "fornire funzionalità" agli utenti.

Google traccia gli utenti Apple tramite Safari

Sta cominciando a diventare piuttosto lunga la sequenza di passi falsi che Google commette nell'ambito della privacy. In attesa di sapere l’importo della sanzione che dovrà pagare per aver violato i sistemi di tutela della privacy di Safari sui dispositivi Iphone e Ipad (che potrebbe aggirarsi sui 10 milioni di dollari), Goole ha dichiarato di aver disabilitato il sistema per evitare l’aggravarsi di polemiche sul caso.

Electronic Frountier Foundation condanna fortemente la violazione della privacy di Google ed invita gli sviluppatori di tutti i browser (utilizzati su PC MAC e/o Smartphone) di includere l'opzione Do Not Track al fine di consentire gli utenti la scelta della tracciabilità o no.

È in atto l’eterno conflitto fra chi vuole proteggere la privacy degli utenti nel mercato consumer, e chi cerca invece di migliorare l’advertising (per una pubblicità mirata e personalizzata) e il social networking. Il Center for Democracy and Technology spiega che l’anatema del “Do not track” dipende dal fatto che i business di Microsoft ed Apple dipendono poco dall’advertising, che invece è il core business di Google.

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