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Aumento IVA ordinaria al 21%

Adeguamento iva 21

La manovra finanziaria di Ferragosto (D.L. 138/2011), convertita definitivamente in legge il 14 settembre scorso (Legge n. 148 del 14 settembre 2011), ha previsto l’aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 20% al 21%.

Con le nuove regole Iva introdotte dalla manovra, approvata dal Parlamento dopo un percorso tortuoso ma già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, scatta la corsa contro il tempo per aggiornare alla nuova aliquota del 21% tutti i documenti fiscali interessati.

Escludendo alimentari, bar, ristoranti e prodotti editoriali, l’elenco dei beni di consumo che da oggi sconteranno l'aliquota ordinaria è molto ampio. Si tratta di un rincaro di una lunga serie di prodotti e servizi ma anche di una serie di importanti novità per le aziende alle quali vengono date precise indicazioni su come distinguere le operazioni a cui applicare l'incremento:

Aziende

• cessioni di beni immobili - data di stipula del contratto/rogito notarile;

• cessioni di beni mobili - momento della consegna o della spedizione eventualmente indicato nel DDT di consegna (le consegne documentate da documento di trasporto riportante una data antecedente alla modifica normativa possono ancora scontare in fattura l’iva al 20%);

• prestazioni di servizi - momento del pagamento del corrispettivo (nel limite dell'importo pagato).

Ci sono poi una serie di casi speciali in cui un'operazione può ritenersi comunque "effettuata" ai fini IVA anche prima degli eventi sopra descritti:

• quando viene emessa fattura (indipendentemente dal pagamento e limitatamente all'importo fatturato);

• quando viene pagato il corrispettivo (in tutto o in parte e limitatamente all'importo pagato).

Commercio al dettaglio

Per i commercianti al dettaglio, e comunque tutti i soggetti con corrispettivi comprensivi dell'imposta, in sede di liquidazione periodica dell'Iva bisognerà effettuare lo scorporo con il "metodo matematico" ovvero dividendo i corrispettivi per 121 per trovare l'imponibile.

Con questa mossa lo Stato punta a reperire risorse aggiuntive buone per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, ma se i consumi dovessero calare ulteriormente - proprio per effetto dell'aumento dei prezzi - le entrate rischierebbero di essere inferiori alle attese.

Per l’adeguamento dei codici Iva ed i relativi automatismi di default, siamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e per analizzare - ed eventualmente programmare - un intervento presso la vostra sede.

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